“Riattivare”, perché?

Perché nei periodi di crisi, come quello che stiamo attraversando, le energie sembrano venire meno e con esse la positività e la prospettiva verso il futuro. Ci si ripiega su noi stessi, ci si tende a chiudere in difesa e a percepire il mondo esterno esclusivamente come fattore di rischio; soprattutto non si progetta più il domani con dinamismo e fiducia e piacere della sfida.

In questi momenti, è più urgente che mai recuperare lo slancio vitale che è insito nel nostro DNA, attraverso un rinnovato dialogo con il proprio io – per sconfiggerne le paure e per esaltarne lo spirito d’iniziativa – e con l’energia della Madre Terra, fonte inesauribile di benessere e di entusiasmo.

È per questo che è importante che la casa, il luogo della nostra identità, non sia uno spazio neutro, ancorché magari elegantemente risolto, ma sia invece il centro energetico propulsore della nostra rinascita. L’architettura non è la mera combinazione di spazi, ma la creazione di luoghi… Luoghi dello spirito, ove ogni giorno rinascere.

Natura, architettura, luogo, spirito.
Quattro parole chiave per non cedere alle tentazioni del pessimismo e per riattivarsi insieme!

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Opuscolo Riattivare.me

Natura

Troppo spesso ci dimentichiamo che la Natura non è solo un bel paesaggio, l’occasione di un momento di svago, l’emozione di un istante (un’alba, un tramonto) o una parte di noi. Noi siamo Natura e la Natura è in noi.

Da un certo punto in poi della sua storia, l’uomo ha creduto di potersi dire altro da essa e di saper costruire un ambiente estraneo al suo originario essere nel mondo.

I risultati di questa prometeica illusione sono sotto gli occhi di tutti e tutti noi li proviamo, quotidianamente. Si dice, al termine di un anno di faticoso lavoro, che c’è bisogno di una vacanza, a contatto della natura, per rigenerarsi. Ma perché non cercare di vivere sempre, a partire dalla propria casa, in più stretto e intimo rapporto con le radici del nostro essere?

Architettura

Le case pubblicate dalle riviste di Architettura, come esempi di corretta e bella progettazione, rispondono sovente al gusto di tendenza dettato da mode e linee di produzione. Uno spirito del tempo mercificato e depauperato del suo rapporto con le ragioni del suo stesso configurarsi.

Molto più difficilmente esse rivelano lo Zeitgeist, l’universo collettivo di emozioni e tensioni che, come una corrente carsica, affiorano a tratti, dando evidenza delle energie che agitano il mondo, e l’Io, il sentimento e l’identità di chi vi abita e in esse vive.

Ma un’Architettura, priva del fecondo apporto di questi due elementi, è un’astratta costruzione di rappresentanza che, non a caso, si fa riprendere – in pur patinate inquadrature – in assenza di chi l’ha voluta e di chi l’ha disegnata e pure di quei segni di vita che dovrebbero animarla.

Noi vogliamo, al contrario, che i nostri progetti siano animati: pieni d’anima e capaci di coltivarla.

Luoghi

Il luogo è dell’anima, della memoria, della mente. È animato dal genius loci, dallo spirito che vi si coltiva e che lo rende fonte di ispirazione e di rinnovata energia.

La nostra vita è fatta di luoghi che ci accompagnano nel ricordo, anche quando non appartengono più alla nostra quotidiana esperienza, e a cui ritorniamo, come a scrigni inesauribili che custodiscono la nostra identità. Un luogo è un tesoro lasciatoci dalle generazioni che ci hanno preceduto e che noi dobbiamo tutelare e se possibile ulteriormente arricchire per quanti verranno dopo di noi.

È la catena che ci congiunge al passato e che ci proietta nel futuro, e senza della quale non possiamo che perderci.

Spirito

Spirito è, nel suo valore etimologico, il “soffio”, l’ “alito”: il vento che fa sussurrare le foglie e che fa muovere le onde. Dà parola e infonde movimento. Un principio vitale che ci rende vivi, ma che anima anche le cose e i luoghi, caricandoli di energia.

Quell’energia che dobbiamo saper trasferire a quanto costruiamo e realizziamo, in modo che questo diventi – esso stesso e per tutti – fonte di rinnovata spiritualità cui attingere.

Non bisogna essere diga per il libero fluire dello spirito, né invaso racchiuso in se stesso, ancorché capace di contenerne in copiosa quantità. ma canale capace di portare l’acqua lontano, a irrigare e vivificare campi altrimenti sterili.