La ricchezza di infinite possibilità di composizione che, un materiale naturale come il legno, offre all’architetto è qualcosa di assolutamente stupefacente: consistenza, colore, sfumatura, finitura, vibrazione atmosferica, formati dei singoli componenti, dettagli e particolari di lavorazione, tecniche di posa,… E’ una lingua ricca, capace di mille sfumature, quella che si offre al progettista con l’uso del legno. Davvero vogliamo ridurci a parlare un vocabolario standard, astratto e freddo, in ossequio al minimalismo imperante?