Il Professor Sangiorgi, con la citazione di un brano tratto da uno scritto di Giancarlo De Carlo, ci spiega la differenza tra la “progettazione autoritaria”, dimentica dei futuri fruitori dell’opera e chiusa in se stessa, e la “progettazione partecipata”, che dialoga con questi e rende fluidi i confini delle diverse fasi di realizzazione di un intervento. E’ la vita reale, così, che viene ricompresa nel progetto e lo caratterizza sin dall’inizio, permettendo alla prefigurazione dell’architetto non solo di accogliere le legittime istanze della committenza, ma anche il patrimonio del saper fare delle imprese e degli artigiani.